• Rimani acqua

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    Rimani acqua | Fabio Di Benedetto

    Rimani acqua è una constatazione di purezza e forza ma anche un monito a non dimenticare mai chi siamo. Siamo fluidi e sinuosi come l'acqua, duri come ghiaccio, a volte, e sappiamo essere rabbiosi e impetuosi come tempeste. Ma spesso finiamo col perdere di vista le cose davvero importanti, lasciandoci trascinare dalla corrente, dalla routine, dalle abitudini. E ci accontentiamo di sopravvivere, mettendo nel cassetto sogni, idee, valori.

  • Ultima spiaggia

    Novità

    Ultima spiaggia | Giorgio Franceschelli

    Anno 2050. I cambiamenti climatici cominciano a mietere le prime vittime anche nella nostra penisola: ogni giorno che passa, il mare si mangia un centimetro in più delle spiagge della Riviera. Ormai, Basso Marino, piccolo paese abituato a vivere di turismo, non si accende più. Solo Edoardo, un vecchio pescatore, è rimasto. Nulla gli può fare cambiare idea: è lì da quando ancora la tecnologia non era altro che il frigorifero e la radio, da quando si giocava ancora a biglie sulla sabbia, ed è rimasto a quegli anni; la sua casetta, in riva al mare, mostra un mondo che ormai non c’è più ma che lui si rifiuta di lasciare andare. Matteo, il suo grande amico, ne racconta le gesta passate e presenti.

  • Tana libera tutti

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    Tana libera tutti | Stefano Servilio

    Ricordi che affondano in un’adolescenza felice, condita dai suoni rock e dalla passione viscerale per la musica. Un flashback su quando le giornate oscillavano tra il Liceo a Sulmona e Bugnara. E poi il ricordo vivo di quegli occhi blu, le passeggiate per i vicoli di Sulmona. Un libro che vuole tenere bene a mente che la felicità risiederà sempre nel blu. E che quando si ama... allora tutto si tinge di rosso e il rock infiamma l’anima.

  • Post-Burger

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    Post-Burger | Fabio Pigato

    Questa è la storia di un ragazzo che sentiva il bisogno di codificare il caos, e non con equazioni e algoritmi, ma attraverso il rumore e il feedback. Tutto questo perché da bambino ebbe un incidente che lo costrinse a lunghe cure e all'isolamento dai propri coetanei. Non potendo fare molte cose che per gli altri bambini erano normale routine, A. sentì il bisogno di trovare un nuovo modo per esprimersi.