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Giugno 2019 | In casa di Gloria Riggio

Nata a Recanati nel 1994, Rafaiani ha vinto diversi premi di poesia, fra i quali InediTO Torino e Premio Poesia Marche. Le sue poesie sono apparse in diverse riviste ed antologie. Suoi contributi sono apparsi in blog e riviste online.
Oggi entriamo in casa sua per conoscerla meglio.

Come e quando scrive Mariachiara Rafaiani?
Scrivo su dei quadernetti rossi a righe Moleskine, con una penna ad inchiostro nera, sempre della stessa marca. Ma scrivo anche su qualsiasi foglio trovo sparso nella borsa se ne ho la necessità e, quando capita, direttamente sul computer. Non scrivo molto, solo quando ho il ritmo e le parole, e non sono cose facili da trovare. Cercarle a mio avviso è deviante. Le cose di cui sono più soddisfatta in genere sono quelle di cui non mi ricordo il momento in cui le ho scritte, né di averle scritte. In genere scrivo in treno, in treno scrivo molto. Poi scrivo quando viaggio, quando sono in una città nuova. Cambiare immaginario è una cosa che da sempre ha affascinato e stimolato la mia creatività. E poi a lezione, scrivevo tantissimo durante le lezioni al liceo, e ho continuato negli anni universitari, a volte perché le lezioni mi annoiavano, a volte perché erano particolarmente stimolanti, allora le utilizzavo per ampliare il mio vocabolario poetico, per rubare qualche parola.

Che musica ascolti?
Ascolto moltissimo il cantautorato italiano: De Andrè, Guccini, Conte, Capossela. E poi tanto la musica elettronica: Moderat, Radiohead. Mi piace la musica francese, tutto ciò che si trova nei film di Dolan. Musica classica, fra tutti Bach. E poi un po’ di tutto, seguo i miei gusti su Spotify, parto dai The Nation e mi faccio trasportare dagli algoritmi del programma. Spesso quindi non so di chi sia la musica che ascolto.

Che film guardi?
Guardo tutto, in genere guardo film per rilassarmi, prediligo le commedie italiane e francesi. Di Harry Potter conosco a memoria tutte battute, e adoro il Signore degli Anelli. Il regista che in questo momento della mia vita prediligo è Xavier Dolan. Il mio sogno nel cassetto è lavorare con lui sulle mie parole.

Mi aggiungi una playlist di 7 brani e un elenco di 7 film per te imprescindibili?

per quel che riguarda la musica è difficile dirlo, magari fra una settimana darei una risposta completamente differente. Ci provo:
A New Error, Moderat
Cardiologia, Francesco De Gregori
Secret Meeting, The National
Noise, Archive
Parla piano, Vinicio Capossela
Come mi vuoi, Paolo Conte
Telefonami fra vent’anni, Lucio Dalla
Le vent nous porterà, Noir Desir
Il suonatore di Jones, De Andrè
Tutto quello che un uomo, Sergio Cammariere
Under pleasure, Queen

Sui film ti dico:
La dolce vita, Fellini
Laurence Anyways, Dolan
Funeral Parade of Roses, Matsumoto
Ragazze interrotte, Mangold
Orgoglio e Pregiudizio, Wright
Harry Potter tutti e 7
The Dreamers, Bertolucci
Accattone, Pasolini
Eraserhead, Linch
Paz!, De Maria

Cos'è l'arte per te?
Uno stimolo. A volte è la sola cosa che mi aiuta immaginare qualcosa che possa andare oltre la contingenza e la finitezza della carne. A volte mi sembra un inganno come un altro.

Che cosa pensi di dover migliorare di te?
Sono troppo sicura di me stessa. Dovrei imparare ad essere più umile perché non sono ancora arrivata da nessuna parte. Cambio idea difficilmente. Faccio fatica a dare fiducia alle persone, ma sono anche abbastanza brava a perdonare. Dovrei svegliarmi prima la mattina e fare più attività fisica. Senza dubbio dovrei smettere di fumare. 

Se tu dovessi dare un colore e una forma a Dodici ore, come sarebbe?
Non lo sinceramente. Quando penso al mio libro ora vedo la bella copertina che gli avete dato e vasti acquarelli dei paesaggi urbinati.

Cosa ti senti di consigliare a chi si avvicina al tuo libro?
Di leggerlo con continuità. Le mie poesie non sono slegate l’una dall’altra, hanno poco valore nella loro singolarità. Il libro è un percorso, è una storia, raccontata con maschere e accenni, ma è pur sempre una storia. Tutto ciò che c’è al mondo di interessante racconta una storia.

Cosa ti piace e cosa ti spaventa delle parole?
Non sarebbe giusto dire che “mi piacciono” le parole. Io utilizzo le parole per automatismo, così come respiro e sbatto le palpebre, e mi piace ugualmente respirare e sbattere le palpebre. Invece sì, delle volte mi spaventano. Mi spaventano quando risultano banali in letteratura ed invece nella vita mi spaventano quando non sono supportate da indagine, studio e verità. Mi spaventano le parole che incitano alla violenza, sì, ad esempio mi spaventano le parole di Salvini, ma ancora di più, mi spaventano le parole dei suoi sostenitori. I miei concittadini che non sanno né chi sono, né da dove vengono, né dove vanno, ma si limitano a sopravvivere in un inconsapevole presente. Mi spaventano le parole di chi è senza saggezza.

Come ti poni all'interno del mondo?
Eh non lo so. Male probabilmente. Il mondo spesso mi regala dei grossi entusiasmi.

Cosa vorresti regalarti per il tuo compleanno?
Sono una persona con dei desideri smisurati.

Come ti vedi tra vent'anni?
Cerco di non vedermi tra vent’anni. Crescere mi sembra una cosa terribile.