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Capire è sentire

di Daniela Carinci

pp. 62
ISBN: 9788899909369

In libreria dal 10 febbraio 2025

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IL LIBRO | Questo libro è l’esito inaspettato di una storia: c’è dentro un’esperienza, la fatica di un sentire, il risultato di una comprensione. E’ il frutto dell’elaborazione di una vita vissuta finora, testimoniato da questi “quadretti” di parole e immagini nati tutti da momenti che una forte emozione ha fissato. La poesia, qui, è riflessione, un momento di ritorno della mente al fondo sorgivo della comprensione, ovvero il vissuto esperito e sentito in profondità. Capire è sentire è un monito, un anelito, un traguardo al quale ciascuno, forse senza saperlo, aspira.

L'AUTRICE Daniela Carinci (Salerno, 1977) si laurea con lode in Filosofia presso l’Università degli Studi di Salerno. Successivamente consegue il Diploma di Specializzazione in Scienze della Cultura presso la prestigiosa Scuola Internazionale Alti Studi Scienze della Cultura (Fondazione San Carlo – Modena). Nel 2008 consegue il Dottorato di ricerca in Studio dei testi filosofici, scientifici e letterari dall’età moderna all’età contemporanea, presso l’Università degli Studi di Cassino, con una tesi dal titolo La recondita trama dell’immagine. Vita, arte, cultura nell’indagine di Aby Warburg. Ha scritto articoli e saggi di argomento filosofico su riviste specialistiche e in volumi collettanei. È diplomata in Pianoforte presso il Conservatorio di Musica Statale “Giuseppe Martucci” di Salerno. Attualmente è docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico “Nicola Sensale” di Nocera Inferiore. Parallelamente allo studio della filosofia, ha coltivato l’interesse per la poesia, l’arte e la musica. Capire è sentire è la sua prima raccolta di poesie.

  • Recensioni
  • Valutazione 
    28/05/2025

    Una finestra sul nostro io

    Quando un libro ha la capacità di portarti in un altro mondo, tanto che a volte bisogna alzare gli occhi e tornare alla realtà, vuol dire che l'autrice ti ha rapito. E questo è ciò che accade con i versi di Daniela, che riesce a farti viaggiare con lei, accompagnandoti nelle sue riflessioni e nei suoi pensieri, ma costringendoti anche e, soprattutto, a guardare dentro di te.
    E questo potere della parola è una forza che l'autrice esprime con dolce forza e possente tenerezza.
    Assolutamente consigliato!

    Valutazione 
    24/04/2025

    Capire è sentire

    Il titolo “Capire è sentire” offre una veritiera anticipazione-immagine del libro, un libro breve in versi, basato sul capire-sentire. Inconsueto, forse, per una formazione filosofica classica, fondata sull’intelletto come “ragione” con pretese di infallibilità, ma oggi campo aperto per una mente non convenzionale, per di più con una storia importante di competenza nella musica. Inconsueto, che il “capire” sia inteso come l’antenato “capere” ovvero come da dizionario “entrare o anche essere contenuto in un luogo” o anche “comprendere” in un senso più completo, e che ciò sia eguagliato al “sentire” che invece viene inteso, non solo dopo il romanticismo, come il senza misura. Pure, nella nozione stessa della “intentio”, direi, fin dal medioevo, abita anche quel sentire che è proprio del sentimento e delle emozioni, sicché non risulta poi facile separare il capire dal sentire, sebbene sia sempre da distinguere tra un cattivo e sbagliato sentire e un retto sentire, come oggi e in tutti i tempi vediamo.
    Questo aspetto non manca nel libro, a partire dai brani iniziali che si fondano sul senso panico che può prenderci al cospetto del mare e dell’acqua (l’autrice non sente il mare come instabilità e minaccia, ma come mare “in cui” il suo stesso essere è compreso – ovvero capito, appunto, sentendo, come sentire d’essere una con l’acqua di cui siamo fatti, da cui veniamo). L’acqua è la vita, dunque, che ci si distingua come “io” o che ci si con-fonda con essa, sentendola in mari diversi, in diverse acque o guise.
    Il mare che anche per immagine è il capire-sentire in cui siamo confusi, a volte da cui si è distinti, deve tuttavia mostrare la sua problematicità che è quella dell’e-sistere, il che avviene già a partire dal senso espresso in “treno”: “da un angolo” che è “non di petto né di punta” ma “diverso” occorre affrontare la vita. Dunque, per esclusione, non si dichiara di preferire gli eccessi e le iperboli, e così si potrebbe sentire che la direzione è quella giusta.
    Così la vita desiderata, così il libro. Appunto, si tratta di “non ammutolire il cuore” e di portare “passione” nel fare, ciò è sentire, e il sentire si uguaglia al capire, l’uno è con l’altro. Di qui l’invito rivolto da parte della scrivente agli altri a sentire la sua natura. Ma sempre, mediante le classiche declinazioni del paradosso (“ossimoro” è la vita), si acuisce il senso della difficoltà. Difficile può sembrare quel “capire” relativo al “togliendo, aggiungo senso”. Ma come? Si dice, appunto, che è impossibile togliere aggiungendo o l’opposto: tuttavia, siccome chi capisce e sente sa che può darsi, può essere così, vorrà dire che, parafrasando, “ad impossibilia homo tenetur”.
    Necessario che si facciano i conti con la fragilità, fatta di troppo e di poco, infine sentita (in progress) come carattere “che traccia il cammino”. La fragilità che ci segna tutti è che la vita è di continuo giocata, non di necessità in senso così drammatico, tanto non ce n’è bisogno. È comunque discontinuità dell’apertura/chiusura al mondo, d’ essere qui ma altrove e viceversa, è il cuore “scalzo” che inciampa, perché “vivere davvero non dà scampo”, momenti, che tutti condividiamo, di non senso e di oscurità interiore: e quale era allora la direzione giusta? Difficile è la ricerca del senso, sono gli istanti di malinconia, la mancanza di chi si vorrebbe, la stessa struttura del desiderio.
    Forse abituarsi, cogliere ciò che è prezioso. Cogliere i momenti delicati della carezza, della scoperta del mondo come supponiamo o rammentiamo avvenga per un bimbo, del sentire casa e del sentirsi a casa nell’altrove del viaggio, cogliere il valore delle presenze dei genitori, dei veri amici. E saper vedere quel “virtuoso squilibrio” del trasumanare, o almeno del superarsi crescendo, andando oltre di sé, poi riprendendosi; del linguaggio degli sguardi, del sicuro contatto libertà-amore, del coraggio di scegliere, quindi anche scegliendo il “no”, che si possa davvero farlo fino in fondo o meno – ma il valore sta nel sentirlo, nel sentire che si può e si deve e nell’agire di conseguenza.
    La filosofia stessa è amore: il libro si chiude così. Insegnare a pensare è come una religione e farlo nella scuola implica una specie di ritualità. Il libro si arresta all’intuizione del sacro. Sentire che quel momento dell’ingresso in aula è significativo è capire il sacro.

    Valutazione 
    18/04/2025

    Intimo

    "Capire è sentire" è una lettura profonda e densa di emozioni ma allo stesso tempo accessibile. E non è soltanto una raccolta di versi ma è sicuramente l’esito di una lunga elaborazione interiore. Una sorta di cammino o diario, sicuramente intimo e personale, ma in cui ognuno secondo me potrebbe ritrovarsi (come successo a me). La lettura dei versi diventa man mano un invito a vivere la nostra esistenza con maggiore consapevolezza, a non temere le emozioni profonde e sentire e "capire" il proprio tempo interiore. Complimenti all'autrice, spero in una nuova raccolta di poesie a breve:-)

    Valutazione 
    16/04/2025

    Intimità che si fa poesia

    Capire è sentire è una raccolta di poesie che non si limita a raccontare emozioni, ma le sussurra al cuore del lettore, grazie alla sensibilità e alla delicatezza della voce poetica dell’autrice. I componimenti sono piccoli universi, “quadretti” come li definisce l'autrice, che racchiudono momenti intimi e intensi, narrati con versi misurati e parole scelte accuratamente, mai casuali né superflue.
    La Carinci si espone con autenticità, condividendo il proprio vissuto, le proprie emozioni e frammenti di tempo personale, con una scrittura insieme nitida e avvolgente, che attraversa ogni pagina senza mai imporsi, ma lasciando tracce profonde in chi legge.
    Anche il suo “sentire” è deciso e delicato.

    Valutazione 
    06/12/2024

    Uno splendido libro

    Il libro è un viaggio introspettivo che, attraverso versi semplici ma intensi, ci accompagna nei meandri dell'animo umano, nelle sue pieghe. L'autrice, con delicatezza, intreccia le fila del pensiero e dell'emozione, in quello che diventa un invito a riflettere, ed a "rifletterci", sulle nostre esperienze di vita. Ogni poesia è un frammento di un puzzle più grande, che pure si scorge in lontananza, un tassello che contribuisce a comporre il mosaico complesso dell'esistenza. La Carinci tocca corde profonde e ci ricorda che capire se stessi significa, prima di ogni altra cosa, "sentirsi", cioè ascoltarsi davvero.

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    Capire è sentire

    di Daniela Carinci

    pp. 62
    ISBN: 9788899909369

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