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Il volo di Gerione

di Giovanni Ponchio

pp. 190
ISBN: 9788897091716


Periodo di pubblicazione: Settembre 2019

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Disponibile

16,00 €

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IL LIBRO L’atteggiamento che Dante nutre verso Padova è dominato da una sorda ostilità, come è testimoniato dall'interpretazione negativa di Antenore, il mitico fondatore della città. Da che cosa deriva questo rancoroso sentimento che non esplode in invettive fulminanti, ma si esprime attraverso allusioni e insinuazioni? L’autore risponde alla domanda, partendo dal canto XVII canto dell’Inferno, in cui il poeta attacca in maniera diretta la classe politica ed imprenditoriale padovana. Il centro del canto è occupato dall'incontro con l’anima dannata di Reginaldo Scrovegni, banchiere ed usuraio. L’episodio che narra la pena degli usurai costituisce peraltro un semplice intermezzo all'interno della vicenda più ampia e complessa di Gerione, simbolo della fraudolenza e mezzo aereo, usato da Virgilio e Dante per scendere dal girone dei violenti in Malebolge. La sua figura misteriosa rappresenta l’enigma da risolvere per comprendere il canto e la sua funzione nell'economia narrativa della Commedia. Perché il XVII è canto centrale per la struttura della cantica infernale e può essere collegato ai canti corrispondenti del Purgatorio e del Paradiso. Ma quale relazione vi può essere tra il mostro della fraudolenza, le dotte dissertazioni di Marco Lombardo e Virgilio sul rapporto tra necessità e libertà umana e la profezia di Cacciaguida sul futuro di Dante, dopo la condanna e l’espulsione da Firenze? Questo interrogativo conduce all'originale tesi del testo: Dante al centro delle tre cantiche riflette, in modo diverso, sulla propria vita passata, presente e futura, usando la società padovana del 1300 come costante elemento polemico, per ragioni personali, etiche e culturali.

L'AUTORE Giovanni Ponchio, (Padova, 1952), ha insegnato per 41 anni Letteratura Italiana, Storia e Filosofia nei Licei di Padova. Dal 1993 al 2001 ha diretto la scuola di formazione all’impegno sociale e politico della diocesi di Padova e, per conto della Conferenza Episcopale Italiana, ha svolto la funzione di coordinatore delle scuole di formazione esistenti in Italia. Dal 1988 al 2006 è stato pubblico amministratore della città di Abano Terme, prima come consigliere, poi come assessore alla cultura, infine come sindaco. È tuttora presidente del Biblioteche Padovane Associate, un Consorzio di 51 comuni, che fornisce servizi bibliografici alle biblioteche civiche della provincia di Padova. Iscritto all’albo dei giornalisti e dei pubblicisti del Veneto, è direttore responsabile di alcune pubblicazioni periodiche dedicate ai bambini. Fa parte del comitato scientifico dell’Associazione “Sebastiano Schiavon” che opera nel campo della ricerca storica del Novecento Italiano. Ha al suo attivo alcune pubblicazioni tra cui Cultura radicale e società politica in Italia, Padova 1985. Tempo civile e tempo ecclesiale, Padova 1999. Dante e la cultura padovana del 1300, Verona 2018.

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